Contributi agricoltura api, importi e condizioni di accesso

contributi agricoltura api

Per gli agricoltori la campagna PAC (Politica Agricola Comune) prevede diversi contributi economici. Tra le varie possibilità vi è anche quella di ottenere 500 euro a ettaro di terreno per lasciare gli stessi a riposo. Si tratta di contributi agricoltura api.

Pac, tutela della biodiversità lasciando a riposo i terreni, fino a 500 euro a ettaro

La PAC 2023-2027 persegue diversi obiettivi, tra questi la tutela della biodiversità e per raggiungere tale obiettivo nodo centrale sono le api. Ecco perché viene riconosciuto un contributo economico anche per gli agricoltori che lasciano a riposo il terreno, devono però essere rispettate le varie condizioni previste. L’ecoschema 5 remunera superfici dedicate con specie a perdere, quindi con scopi non produttivi, che pertanto si configurano come terreni a riposo in cui sono presenti esclusivamente miscugli di interesse apistico di cui all’allegato IX del DM 660087 del 23/12/2022.  Tra queste l’Inula

Affinché si possa ottenere il contributo economico è necessario rispettare le superfici minime previste dal regolamento Pac, in particolare deve trattarsi di almeno 0,25 ettari contigui, con una larghezza minima di 20 metri e una distanza da 3 a 5 metri (detta “fascia di rispetto”) da colture limitrofe coltivate. Le colture nettarifere e pollinifere devono rimanere in campo dal 1° marzo al 30 settembre, cioè fino al completamento della fioritura. Si consiglia almeno un miscuglio di 6-7 specie (o comunque di multipli di tre) a fioritura scalare, per favorire l’attività delle api che devono trovare sempre alimento nel corso dei mesi di vegetazione. E’ necessario tenere in considerazione la dimensione e la forma delle sementi, che devono essere compatibili per poter essere seminate in contemporanea.

Contributi agricoltura api per specie apistiche spontanee

Sono riconosciuti aiuti economici anche per il mantenimento di specie apistiche spontanee. In tal caso se nel campo sono presenti anche specie spontanee non di interesse apistico, al fine di favorire l’espandersi delle prime, è previsto che ci sia la rimozione manuale o meccanica delle specie non di interesse apistico.

In presenza di colture limitrofe deve essere garantita la fascia di distanza da 3 a 5 metri. Tale fascia non è prevista nel caso in cui la coltura limitrofa sia biologica. Naturalmente è vietato l’uso di diserbanti chimici. La PAC prevede la possibilità di cumulare diversi ecoschemi e per tutti sono previsti i titoli base il cui importo dipende dalla caratteristica della coltivazione. Si ricorda che ogni anno la domanda per accedere ai contributi Pac deve essere presentata entro il 15 maggio.

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